
Analisi dell'opera
Dipinto ad olio su tela raffigurante: San
Luca. (cm.172x126)
Maestro di Fontanarosa (Giuseppe di Guido?) (Attivo a Napoli
nella prima metà del XVII secolo).
Il dipinto era nella collezione privata del noto pittore Macchiaiolo Arturo Chelini. Gli eredi conservavano una comprensibile attribuzione a Battistello Caracciolo, da cui oggi si svincola un importante corpus di dipinti che sono stati assegnati appunto dal Maestro di Fontanarosa. La fortunata convenzione onomatopeica data da Raffaello Causa, anche se per un diverso ed eterogeneo gruppo di opere, deriva dalla prima e più significativa opera assegnatagli raffigurante una Ultima Cena, conservata nella parrocchiale di San Nicola, appunto a Fontanarosa in provincia di Avellino. Si deve poi a Ferdinando Bologna una riorganizzazione delle opere che hanno tutte una forte personalità di indirizzo parabattistelliana, e molto probabilmente da riconoscere nel Joseph Guido di Napoli che nel 1632 veniva incaricato del completamento dellintempiatura di San Gregorio Armeno ed in particolare della tavola lasciata incompiuta da Teodoro dErrico detto Tanzio da Varallo, raffigurante una Assunzione.
Il nostro dipinto raffigura un imponente San Luca a figura intera nellatto di preparare i colori per dipingere la prima immagine mariana conosciuta dalla Cristianità. La veste è dipinta di un rosso cinabrio accesso mentre le mani e il volto quasi in penombra sono di un colore plumbeo. La gamba e in particolare il piede, di evidente invenzione caravaggesca, rompono la scena coinvolgendo lo spettatore al punto da sentirsi di fronte al discepolo.
Provenienza: Lucca, Arturo Chelini
Bibl. di riferimento: La Pittura napoletana del 600. Longanesi, Nicola Spinosa.
Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli. Electa Napoli, Nicola Spinosa
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