
Analisi dell'opera
Dipinto ad olio su tela raffigurante: Trionfo di Nettuno.
Gillis Van Valkenborch (Anversa 1570 Francoforte 1622). (cm.160x225).
Estremamente grandiosa e complessa è la rappresentazione in cui si affollano numerose figure sui vari piani che sfumano in lontananza verso i toni cerulei e nebulosi del paesaggio marino caratterizzato, al centro della composizione, da una sorta di faraglione ricoperto alla sommità da una bassa vegetazione e sul quale si scorgono grandi conchiglie. Sul primo piano tritoni, putti e nereidi giocano fra le onde, come il resto del corteo marino che, in foggia di piccole vivaci macchiette, animalo sfondo a destra; al centro, al di sotto dellarco naturale ha luogo un festoso banchetto imbastito in occasione delle nozze del dio del mare Nettuno con Anfitrite, mollemente adagiata accanto al suo sposo e riconoscibile dal drappo rosa, elemento caratteristico di molte divinità marine.
Il pittore fiammingo la cui produzione fu particolarmente concentrata su complesse rappresentazioni di soggetto mitologico e di considerevole formato, replicò lo stesso tema in unaltra tela poco più grande della nostra passata anchessa sul mercato antiquatoriale (Dorotheum Vienna, 16 ottobre 2007, l.3\1 aggiudicazione 160.000,00) in cui similmente, sebbene con varianti iconografiche molto significative, lepisodio centrale delle nozze di Nettuno ed Anfitrite viene relegato sul secondo piano, quasi privilegiando un punto di vista ravvicinato sul groviglio dei corpi di tritoni e nereidi di stampo manieristico, possenti e ripresiin torsione e pose ardite. È da notare il grande amore che Gillis van Valckenborh ebbe verso la pittura di Tiziano chiaramente esplicite nella figura di Venere, nella nereide di destra a cavallo di un tritone, e nelle figure dei due angioletti in alto a sinistra, amore che influenzò attraverso i quadri del nostro maestro anche il grande Paolo Pietro Rubens: come non notare infatti la somiglianza di Nettuno e Zeus con le opere di questi.